sabato 20 aprile 2013

Apa kabar? Bagus!


Habemus Internet.
Finalmente, dopo due settimane di stentate connessioni al bar Sunset Geko, di minuti rubati alle wifi altrui, di email inviate a metà e ricevute per un quarto, finalmente mi riconnetto al mondo e a tutti quelli che tramite segnali di fumo, piccioni viaggiatori ed sms hanno tentato di comunicare e di ricevere nostre notizie.



Apa kabar? Come va?
A noi va bagus, cioé molto bene. Seguendo il consiglio di un amico viaggiatore, che proclamava le isole di Bali e Lombok assolutamente imperdibili, ci siamo trasferiti a metà strada fra le due, e precisamente su quello sputo di terra che é Gili Meno.
Le isole Gili, o semplicemente Gilis, sono tre: Gili Trawangan (Gili T), la più estesa e densamente popolata, soprattutto da turisti in pantaloncini corti provvisti di tatuaggi maori e tavola da surf; Gili Air (Gili A), ancora abbastanza ignota ed anonima ai nostri occhi, una semplice distesa di verde raggiungibile a nuoto; e la fortunata Gili Meno (Gili M), fortunata perché arricchitasi nelle ultime due    settimane di due nuovi indigeni di origine europea.

La nostra casa é un bungalow infestato dalle zanzare, il nostro bagno ha il pavimento di corallo (non si tratta di una metafora per la spiaggia, ma di arredamento indonesiano alternativ-fashion) ma non l'acqua calda, né tantomeno quella dolce. Dall'"ufficio", fronte spiaggia, si scorgono le palme e, spesso, le tartarughe che salgono a respirare fra le onde in superficie. Nei ristoranti locali é possibile assaggiare la cucina indonesiana (che vince nettamente su quella malese) e persino un piatto di pasta al pomodoro, forse un po' troppo agliato, ma che almeno ci avvicina a casa e ci sistema lo stomaco dopo qualche ricetta troppo azzardata. E poi che dire delle grigliate di pesce pescato da poche ore, coronate da un pancake caldo cosparso di zucchero e noce di cocco grattuggiata...?

Adeng adeng, piano piano, ci stiamo inserendo ed integrando in questa nuova quotidianità.


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