mercoledì 2 ottobre 2013

Hamata mia...


Se provaste ad entrare in un'agenzia di viaggi e chiedeste di prenotare una vacanza ad Hamata, in Egitto, probabilmente vi trovereste di fronte una signorina un po' perplessa che, con un leggero imbarazzo, vi confesserebbe di non conoscere tale destinazione, per poi affrettarsi a proporvi mete più familiari e gettonate, da Sharm el Sheik a Marsa Alam.
A differenza della vicina Berenice, meta turistica sempre più familiare al subacqueo italiano, Hamata è ancora una destinazione sconosciuta ai più, adatta a coloro che fanno volentieri a meno di vita notturna, discoteche e shopping, e che amano il contatto diretto con la natura. 

La zona che va da Berenice ad Hamata costituisce l'ultima porzione di territorio egiziano prima della zona di confine con il Sudan. Questa terra offre non solo le spiagge più remote e selvagge di tutto il Mar Rosso, ma anche i paesaggi mozzafiato del Deserto Orientale.

A circa un'ora di macchina dalla cittadina di Marsa Alam, un semplice cartello stradale vi darà il benvenuto ad Hamata: il porto, qualche casupola, un piccolo supermarket, una moschea e un paio di ristoranti di pesce costituiscono il "centro città". Un paio di chilometri a nord del paese si trova il KiteVillage, per gli amanti o i neofiti del kite surf, che grazie al vento pressoché costante diventa ad Hamata lo sport nazionale (appunto mentale: dedicarvi la prima mattinata libera). In direzione sud la strada si estende inarrestabile, superando alcuni resort, unico baluardo del turismo europeo, e dirigendosi verso il Sudan.

Il porto rappresenta probabilmente il cuore pulsante dell'abitato, con la sua passeggiata, il supermercato in stile europeo (dove è possibile acquistare birra e persino superalcolici!), l'unico negozio di souvenir e la camera iperbarica. Al termine del pontile, che soprattutto durante la bassa marea si popola di granchi ballerini, i quali finiscono perlopiù spiaccicati dalle ruote dei pick up, sono ormeggiate le barche per immersioni: Amira, Acquarius, LaVela, Orchid. 
Nell'acqua poco profonda del porto, che qui non è mai inquinata da olii e benzine, si muovono banchi di pesci. Gli aironi ed i gabbiani ne fanno razzia, con tuffate acrobatiche e tra grida di giubilo.

Il tramonto è senza dubbio l'ora migliore per apprezzare l'intensità dei paesaggi di questa terra: l'ultimo sole infuoca le montagne del deserto e colora di rosa il cielo sopra le barche e gli edifici. Ovunque è un tripudio di sfumature rosse, rosa ed arancioni. Ma lo spettacolo dura poco: alcuni minuti ed ecco che sopraggiunge il buio, la luna si accende, le stelle si rivelano nella volta notturna.



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