Lo so, lo so, è passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto. Come mi é stato giustamente detto, sono stata un po' pelandrona. A mia discolpa, oltre a non aver avuto altri giorni liberi, c'è da dire che la vita quotidiana di Gili Meno non offre grandi novità.
Ora però ho finalmente qualche aggiornamento!
Numero uno: abbiamo traslocato!
Ci siamo trasferiti in un altro mini bungalow, a due passi dalla spiaggia. I miglioramenti sono notevoli: la struttura è di cemento e non di legno, il bagno è una stanza chiusa e non aperta sulla giungla circostante, e soprattutto c'é l'acqua dolce! Certo, non abbiamo più l'arredamento fashion ed il pavimento di corallo. Abbiamo dovuto rinunciare anche ai milioni di zanzare che infestavano i nostri risvegli.
Ed il sentiero per arrivare alla porta di casa attraversa la spiaggia, non una sorta di palude fangosa per attraversare la quale ci toccava saltare come ranocchie da un sasso all'altro.
Ed il sentiero per arrivare alla porta di casa attraversa la spiaggia, non una sorta di palude fangosa per attraversare la quale ci toccava saltare come ranocchie da un sasso all'altro.
In compenso, e con nostra strema felicità, abbiamo "vinto" dei coinquilini roditori. La prima notte siamo stati svegliati dagli squittii di un simpatico topolino, che si è poi rivelato essere una topolina con figli a carico. Ovviamente per il bene della vita comune abbiamo dovuto mettere tutta la famiglia alla porta. Stamattina però mi sono svegliata al rumore delle corse furiose di quattro zampette sul tetto del bungalow.
Mi sono quasi sentita a Semporna!
Paese che vai, topo che trovi...
Notizia numero due: siamo ufficialmente gli istruttori capo del diving!
Spesso il centro viene lasciato completamente in mano nostra, anche per più giorni, ed è allora che le nostre brame di potere più nascoste si scaenano...
Scherzi a parte, il centro è veramente molto piccolo: oltre a noi ed alla coppia dei proprietari, che sono entrambi istruttori ma raramente vanno in acqua, c'è un altro istruttore freelance olandese (Frans), una guida di Lombok (Eddie) e poi tutti i ragazzi della ciurma, che non spiccicano una parola di inglese o quasi: Gun, Madi, Sucar, Suc, e altri nomi che ancora non ho imparato.
I primi giorni siamo stati avvisati: i locals sono un po' particolari, fate attenzione a come vi ponete, basta un parola sbagliata ed è la fine, poi non riuscirete mai a lavorarci insieme, vi renderanno la vita impossibile, attenti è una linea sottile quella che potreste varcare...
Risultato? La seconda settimana eravamo già ad ubriacarci allegramente a suon di vino di riso, sono stata ribattezzata Lara all'unanimità (il mio vero nome è troppo difficile da ricordare) e ogni giorno facciamo lezione di bahsa e sasak, i due dialetti indonesiani parlati nella zona.
Oggi in programma c'è un'uscita un po' speciale, andiamo a caccia di squali e magari anche di mante.
Teniamo le dita incrociate!

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